• la pazienza dell’acqua chiude dal 3 settembre

    Grazie a tutte le persone che sono passate da noi, grazie a chi ha lasciato bellissimi commenti e grazie a chi è solo passato. La nostra esperienza si conclude, ma da qui partiranno altre strade e nel nostro zaino ci sarà sempre la pazienza dell’acqua.

    Giorni buoni a tutti e chissà che non ci si

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  • Escursioni e invettiva

    Il fine settimana scorso sono stato a camminare nel comprensorio dei monti Palazza, Costaccia e Mu sopra Vezzolacca, scoprendo l’ennesimo splendido luogo della nostra provincia così poco conosciuta. Borghi ben tenuti con ancora visibili testimonianze del nostro recente passato legato alla terra e ai suoi frutti (anche se facciamo di tutto per misconoscerlo). Salendo sulle

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  • Oasi De Pinedo un’escursione sul Po

    Prima dell’arrivo del gran caldo, vi invitiamo a fare un tuffo nel passato sulle rive del Grande Fiume. A meno di dieci Km dal centro di Piacenza, nell’Oasi De Pinedo potrete passeggiare in ambienti straordinari e, nonostante la brevità dell’escursione 2 h circa, godere di siepi ricche di splendidi alberi centenari e saliceti imponenti e

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  • Due splendide escursioni sulle prime colline della Val Tidone

    E’ arrivata primavera, sembra. Vi proponiamo due escursioni nella valle. Gli ambienti che si attraversano sono incantevoli, un tuffo nella cultura e nella natura dei nostri luoghi fatto lentamente, a piedi, per poter meglio assaporare la bellezza che ci circonda e dedicargli tutto il tempo che occorre.

    Si passerà fra borghi incantevoli più noti: Montalbo,

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  • Siamo così diversi?

     

     

Escursioni e invettiva

Il fine settimana scorso sono stato a camminare nel comprensorio dei monti Palazza, Costaccia e Mu sopra Vezzolacca, scoprendo l’ennesimo splendido luogo della nostra provincia così poco conosciuta. Borghi ben tenuti con ancora visibili testimonianze del nostro recente passato legato alla terra e ai suoi frutti (anche se facciamo di tutto per misconoscerlo). Salendo sulle pendici del monte Palazza ho attraversato bellissimi castagneti ancora potati e curati, pare che ci sia una tipologia di castagna particolarmente prelibata. Salendo sono arrivato sul crinale con la provincia di Parma, percorrendolo nella sua lunghezza in un saliscendi mozzafiato di boschi ad alto fusto. I sentieri ben segnalati consentono di “perdersi” in totale sicurezza e di non fa altro che girovagare senza meta in un ambiente fatato adatto a tutti. Consiglio veramente di fare una gita da queste parti. Adesso, le note dolenti: le carrarecce che percorrono questi luoghi sono distrutte dai veicoli a motore, le ruote formano delle voragini piene d’acqua e fango che costringono a deviazioni all’interno del bosco se non si vuole rischiare di fare un bagno, per il meglio, o finire con una gamba rotta in uno di questi fossi. Alcune pozze sono così profonde da arrivare fino alla coscia. Sentieri potenzialmente usufruibili da tutti diventano pericolose piste. Lasciamo poi perdere il fatto che in un bosco si cerca il silenzio e aria pura e invece si trova rumore assordante e gas di scarico. Impossibile poi l’incontro con animali, spaventati a ripetizione dai “centauri”. Questa è uno dei tanti modi che ha l’uomo per violentare la natura, piegarla alle sue logiche che nulla hanno di ricreativo ma solo distruttivo; usare la natura per un breve orgasmo motorizzato per poi lasciarla divelta nella terra, nell’aria. Anche da Capanne di Cosola, sul sentiero per il monte Carmo, ho assistito alla solita scena (ma mille altre volte, in mille altri posti): sul crinale, ammaliato dai nostri monti puntellati di paesini sento arrivare da lontano il rumore dei motori, per poi, poco dopo, farmi da parte, stando attento a non prendere qualche sasso tirato su da una ruota.
Perché dobbiamo sempre cedere a questa arroganza dilagante? Perché vedo, tristemente, genitori che regalano mini moto ai figli invece di portarli a piedi nella natura e aprirgli le porte di un mondo del quale possono solo innamorarsi, facendone parte? Perché tanta ignoranza subita? Qualcuno potrà ribadire che anche la mia è l’arroganza del camminatore: rispondo che si, è arroganza, e vorrei che tutti quelli che amano camminare, rispettare i luoghi dove passano, lasciandoli come li hanno trovati per chi verrà dopo, fossero tanto arroganti da andare in migliaia sui sentieri e non lasciar passare chi fa della natura sfregio.